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Il Napoli cancella la Juve mostrando tutti i limiti del “non gioco” allegriano

Napoli Juve 5 a 1
Foto: Esultanza primo gol Napoli / YouTube

Per quanto tempo si può andare avanti senza giocare e vincere con un gol di fortuna realizzato allo scadere del novantesimo? La risposta è arrivata in casa del Napoli, dove la Juventus è stata non solo sconfitta, ma abbondantemente umiliata. L’ultima serie di risultati positivi, infatti, aveva galvanizzato soltanto i pochi sostenitori del pragmatismo allegriano, quelli che si immaginavano già con lo scudetto in tasca dopo otto vittorie consecutive senza subire gol. Poco importa se i gol non li subisci perché, con squadre di bassa classifica, trascorri novanta minuti di gioco nella tua metà campo senza creare una sola occasione decente.

O, meglio, importa poco almeno fino a quando non ti ritrovi davanti il Napoli e la musica cambia. È bastato poco meno di un quarto d’ora agli uomini di Spalletti per sbloccare il risultato e dimostrare come sarebbero andate le cose: rete di Osimhen al 14′, raddoppio di Kvaratskhelia al 39′. Di Maria ci ha provato ad accorciare le distanze con un gol al 42′ che avrebbe dovuto ricaricare la squadra in vista del secondo tempo. Ma al ritorno dagli spogliatoi sul terreno di gioco si sono presentati solo i partenopei.

Rrahmani, poi di nuovo Osimhen e infine Elmas hanno letteralmente cancellato i bianconeri dal campo, chiudendo il match con un pesantissimo 5 a 1 per gli azzurri. Prestazioni insufficienti e imbarazzanti per tutti gli juventini titolari e subentrati, fatta eccezione per Di Maria, che probabilmente non riuscirebbe a far schifo neppure impegnandosi, ma che certamente da solo può fare ben poco. Juve rispedita a -10 dal Napoli, con Milan e Inter che devono ancora giocare e potrebbero farla scivolare nuovamente al quarto posto.

La domanda, a questo punto, sorge spontanea: per quanto tempo ancora si può andare avanti in questo modo e cosa bisogna aspettarsi dalla Juventus che tra poco più di un mese debutterà in Europa League, giocandosi l’unica occasione per dimostrare di essere competitiva a livello internazionale?

 

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