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Le trattative più famose tra Napoli e Juventus

Higuain Napoli Juve
Foto: Higuain al Napoli e alla Juve / Google Immagini

In questo articolo parleremo delle trattative più importanti che ci sono state tra il club bianconero e il Napoli, facendoci aiutare dalla redazione di Super Napoli, e scopriremo quali sono stati i trasferimenti più clamorosi tra Napoli e Juventus nella storia dei due club.

La storica rivalità

Napoli-Juventus non è mai stata una partita come le altre: la storica rivalità si è manifestata non solo sul campo ma anche negli ambienti di calciomercato. Infatti, sono molti i giocatori e gli allenatori ad aver cambiato sponda. Per dire la verità, in proporzione, sono più i giocatori della squadra partenopea ad aver cambiato maglia verso la squadra bianconera. Si sa, per i napoletani, un giocatore che si trasferisce alla Juventus non è mai visto di buon occhio, quasi fosse una sorta di offesa nei confronti della tifoseria.

Il doppio trasferimento di Dino Zoff e Josè Altafini dal Napoli alla Juventus

Siamo nell’estate del 1967, Dino Zoff allora portiere del Mantova, sembrava destinato a trasferirsi al Milan ma l’affare saltò e, con un rilancio in extremis da parte della società azzurra, il giocatore venne ingaggiato all’ultimo minuto prima della chiusura del calciomercato dal Napoli. Dino Zoff sarà pagato 120 milioni di lire più il cartellino di Claudio Bandoni.

Con il Napoli, Dino Zoff disputerà 143 partite, difendendo la porta azzurra dal 1967 al 1972, giocando ininterrottamente tutte le partite, tranne le ultime sette a causa di un infortunio.

Dino Zoff non era entusiasta di lasciare Napoli, ma il presidente Agnelli, consapevole del fatto che la società di Ferlaino non navigava in buone acque da un punto di vista economico, rilanciò chiedendo il portiere più l’attaccante Josè Altafini. La trattativa si concluse con l’acquisto da parte della Juventus di entrambi i giocatori, mentre al Napoli andarono Carmignani più 320 milioni di lire.

Nello specifico Josè Altafini si trasferì dal Milan al Napoli nel 1965. Il Napoli fece faville per acquistare il giocatore, che all’epoca era considerato tra i giocatori più forti al mondo. Con il Napoli disputa sette stagioni e assieme all’altro italo-sudamericano, Omar Sivori (che venne acquistato proprio dalla Juventus), formarono una delle coppie più spettacolari del campionato. Il 1967-68 è la sua migliore stagione in azzurro, riuscendo a realizzare ben 13 reti e conquistando il secondo posto in campionato, il miglior piazzamento della storia per gli azzurri fino a quel momento.

All’età di trentatré anni decise assieme alla dirigenza azzurra di trasferirsi nella Juventus, nonostante avesse avuto offerte da altre squadre come il Cagliari e la Roma. Per questo motivo la tifoseria azzurra, che tanto lo aveva osannato, non accettò mai il trasferimento alla squadra rivale.

Il soprannome “Core n’grato” nasce in una partita decisiva per il campionato tra Napoli e Juventus, quando José Altafini siglò la rete della vittoria all’ultimo minuto. Qualche giorno dopo, su uno dei cancelli del San Paolo, fu esposta la scritta: “Josè core n’grato.”

Il trasferimento di Ciro Ferrara dal Napoli alla Juventus

Tra gli altri passaggi storici di giocatori del Napoli che si trasferiscono alla Juventus c’è da menzionare anche quello di Ciro Ferrara.

Il calciatore napoletano, con la maglia azzurra, assieme a Diego Armando Maradona, aveva portato la squadra partenopea sul tetto d’Italia e d’Europa. Con l’addio di Maradona qualcosa cominciò a cambiare. La società economicamente era allo sbaraglio e per questo motivo decise di fare cassa con la cessione di Ferrara alla Juventus.

Nonostante ciò i tifosi napoletani non accolsero nel migliore dei modi la notizia. Infatti la tifoseria rinnegò il passato azzurro del calciatore napoletano.

Ciro Ferrara però, nelle varie interviste, ha sempre dichiarato di voler proseguire la sua carriera ad alti livelli, per questo motivo scelse la compagine bianconera dove riuscì a vincere tanto.

Il passaggio di Higuain dal Napoli alla Juventus

Gonzalo Higuain, dopo sei stagioni e mezza nel Real Madrid, decise di cambiare squadra, dato che non era titolare fisso all’interno della rosa.

Rafa Benitez, l’allenatore del Napoli, convinse Aurelio De Laurentiis ad acquistare il calciatore argentino.

La trattativa si concluse per 37 milioni di euro più 3 di bonus. Nei tre anni a Napoli il calciatore divenne subito il beniamino dei tifosi azzurri.

Nel corso degli anni, a suon di gol, ben 70 in totale, riuscì ad entrare nella top ten dei marcatori azzurri raggiungendo record su record. Tra il più importante segnaliamo quello della stagione 2015-2016: Nell’ultima giornata di campionato, con una tripletta, raggiunse la quota di 36 reti in 35 partite, superando il record assoluto di reti segnate in un singolo campionato.

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L’anno successivo, per alcune controversie con il patron azzurro De Laurentiis, il calciatore argentino sarà acquistato dalla società bianconera per 90 milioni di euro. Per i tifosi napoletani il trasferimento tra le file bianconere fu visto come un tradimento e ancora oggi Higuain viene etichettato come un traditore.

L’addio di Sarri al Napoli

L’11 giugno del 2015 Sarri firmò con il Napoli. L’allenatore all’epoca era una scommessa, e a conti fatti possiamo dire che il patron azzurro la scommessa l’ha vinta.

Con il suo gioco, fatto di possesso palla ad un tocco, riuscì a creare una squadra in grado di giocare a memoria. Nell’ultimo anno, infatti, sulla panchina azzurra sfiorò il tricolore, raggiungendo 91 punti, risultato storico per la società partenopea.

Dopo tre anni, le strade di Sarri e del Napoli si divisero. In alcune interviste, Sarri ribadì di voler rimanere a Napoli per altri anni, ma il presidente non volle prolungargli il contratto.

Nel 2018, si trasferì al Chelsea, giurando ai tifosi napoletani che non avrebbe mai firmato un contratto con la società bianconera, e invece non fu così.

L’anno seguente, dopo aver vinto l’Europa League con il Chelsea, la Juventus decise di esonerare Allegri e ingaggiare Sarri.

Con Sarri alla Juventus, la tifoseria azzurra rinnegò il passato dell’allenatore, decretando la fine del sarrismo, quella sorta di filosofia calcistica che si era creata attorno a quella squadra e a quel gioco che ha fatto tanto sognare i tifosi partenopei.

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